You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Se si esamina la controversia sulla funzione dei modelli psicoterapeutici, a prima vista sembra che si contrappongano polarmente due formulazioni senza nulla in comune, tanto sul piano teorico che su quello degli scopi: da una parte modelli psicoterapeutici come psicoanalisi, logo-terapia, terapia del comportamento e diverse concezioni sociopsichiatriche che si prefiggono di reinserire il paziente nella sua vita sociale e nei suoi rapporti di lavoro; dall'altra concezioni che criticano e rifiutano precisamente questo scopo, per la sua funzione adattativa.
Prenderò come esempi della concezione dei « sostenitori dell'adattamento » la formulazione so-ciocomportamentale, fondata sulla teoria delle etichette di Ullmann e Krasner, e la teoria di Parsons dei comportamenti devianti. Questo perchè in ambedue questi sistemi teorici non viene posta in dubbio la legittimità delle norme esistenti e la necessità di accettarle. Come esempio degli « anti-adattamento» sceglierò il modello antipsichiatrico di Laing e Cooper e la « metapsichiatria » di Basaglia.
Queste due concezioni vengono accostate, nella discussione che segue, con due scopi. In primo luogo per mostrare che non si tratta affatto di posizioni teoricamente contrapposte, ma di due formulazioni molto affini sia nella loro visione dell'uomo che della società; che ambo le formulazioni non si differenziano rispetto alle concezioni della realtà sociale ma solo nella valutazione di presunti fatti oggettivi.
La concordanza nella posizione teorica di base può essere individuata particolarmente in tre punti: i disturbi psichici vengono caratterizzati come devianza dalla norma; essi sono una minaccia per il sistema; la funzione della psicoterapia viene vista soprattutto nel controllo sociale. Inoltre bisogna mostrare che la valutazione di ciò che la psicoterapia fa e di ciò che può e dovrebbe fare dipende soprattutto dal modo di concepire l'oggetto dell'attività psicoterapeutica, cioè l'individuo mentalmente disturbato.