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Oltre allo sviluppo che ogni nuovo sforzo e orientamento di ricerca, e anche di riinterpretazione critico-metodologica, imprime alla psicoanalisi, esiste attualmente la possibilità, riferita al contesto politico-sociale e motivata dai problemi ad esso inerenti, di considerare la psicoanalisi come un fatto di conoscenza e come indagine scientifica di questo stesso fatto.
Precisato questo aspetto, è dunque possibile parlare di una psicoanalisi intesa come recupero del concetto radicale di ideologia, e di un metodo inerente a questo principio: psicoanalisi come « scienza delle idee » basata sulla indagine della loro formazione e della loro espressione: la produzione delle idee nell'uomo.
Prendere atto di questa interpretazione storica della psicoanalisi non è il frutto di una operazione critica estranea al pensiero di Freud né estranea alla persona di Freud considerata nella sua totalità.
Se Freud negò di portare qualche interesse alla filosofia, egli elaboro idee filosofiche che corrispondevano a una concezione, anzi, ad una ideologia materialistica. Ciò poteva anche essere il risultato dello sviluppo, in Freud, della assimilazione delle dottrine positivistiche, ma corrispondeva anche, senza alcun dubbio, a una esigenza profonda del suo carattere; a un aspetto latente delle sue intenzioni, che tuttavia è già assai meno latente nella Traumdeutung, ove con l'analisi dei sogni viene delineata abbastanza chiaramente una teoria dei pensieri in rapporto al linguaggio, all'immaginazione e ai simboli; rappresentazioni mentali e idee sono fra loro già fatti ed entità estremamente prossime.
Ne « La Scoperta dell'Inconscio » H. F. Ellenberger indica pensatori quali Schopenhauer e letterati quali Novalis come fonti di alcune concezioni fondamentali della dottrina freudiana. Questo autore tende a mettere in luce, abbastanza tenacemente, gli aspetti romantici della formazione di Freud, ma la interpretazione di Ellenberger è notevole specialmente in quanto rivela l'Ulisse e l'artista c