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Pinel libera i folli dalle catene nell'inferno di Bicètre. Ce lo rammentano tutte le Storie della Psichiatria, che ravvisano in questo atto la data di nascita della « moderna psichiatria », nuova scienza e nuovo umanesimo.
Ogni buon trattato, ma soprattutto quelli in lingua francese, ne aggiungono ad abbellimento dell'opera ed a conferma dell'evento, la illustrazione a stampa, opera litografica del XIX Secolo; i trattati italiani confermano la importanza dell'avvenimento affrettandosi in coro a rivalutare l'opera del Chiarugi all'Ospizio di S. Bonifacio a Firenze; anzi, da buoni nazionalisti sostengono che il nostro italiano ha addirittura anticipate Pinel di alcuni anni nell'opera di « umanizzazione degli Asili ».
Tutto ciò non fa che confermare il « mito ». Perchè non si tratta solo di agiografia. Come ogni Storiografia che ha per scopo quello di confermare la validità del proprio eroe, anche la Storia della Psichiatria ha bisogno di una mitologia e di eventi importanti che ne accompagnino la nascita e che facciano risaltare con evidenza il taglio con il passato e la nascita di un futuro glorioso che coincide con il nostro presente.
Ma veniamo alla descrizione dell'avvenimento come ci viene descritto. Il Dr. Pinel viene nominato il 25 agosto 1793 Medico delle Infermiere di Bicètre da parte della Assemblea Costituente della 1a Repubblica Francese. Come prima cosa egli chiede la autorizzazione all'abolizione dell'uso delle catene; il Comune di Parigi, controllato dai Giacobini, teme che questo provvedimento possa servire a nascondere dentro l'Asilo gli aristocratici ed altri « nemici della Repubblica»; pertanto invia un suo rappresentante, Couthon, paralizzato agli arti e noto per la sua violenza e crudeltà. L'incontro ci viene così descritto: « Pinel lo condusse subito al quartiere degli agitati, dove la vista delle celle lo impressionò penosamente. Volle interrogare tutti i malati. Non ricevette dalla maggior parte di loro altro che ingiurie ed apostrofi grossolani.