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E' stato spesso sottolineato come, per prevenire l'uso di droga, una informazione corretta rivesta carattere di essenzialita. (Comm. Can. « Interim report », par 414).
A questo scopo, i mezzi di comunicazione di massa, gli operatori sociali, i politici gli organi di gestione della scuola, etc. hanno dibattuto, impostato e condotto campagne informative, assunto le più varie iniziative al fine, di prevenire, arginare, controbattere, l'espansione del fenomeno delle tossicomanie. Ora crediamo che ammessa la buona fede da parte di coloro che si sono assunti il ruolo di informare, (e ammesso che i medesimi siano sufficientemente informati) sia importante verificare in che misura l'informazione « corretta» sia passata, in particolare a livello degli adolescenti, da più parte indicati come la categoria più facilmente esposta ai rischi delle tossicomanie.
Nel quadro di una più ampia indagine sugli atteggiamenti nei confronti delle « droghe », è degli assuntori delle stesse, condotta in Toscana, vogliamo enucleare ed esaminare, in questa sede, i dati di un sub-campione (studenti di scuola media superiore) relativi ad una particolare area di ricerca: la conoscenza degli effetti sull'organismo e sul comportamento individuale di una serie di sostanze psicoattive.
Prima di scendere nell'analisi di dettaglio di questi risultati vorremmo sottolineare come le linee di tendenza dei medesimi concordino con quanto rilevato da D'Arcangelo (1) nelle scuole romane; ci si trova infatti di fronte ad « una generale presa di coscienza del problema» che non è accompagnata però da una reale conoscenza degli aspetti scientifici dello stesso.
In particolare e proprio relativamente agli effetti delle sostanze che l'ignoranza appare essere grave e preoccupante.
Si ha l'impressione, leggendo i dati, che per i soggetti intervistati esista una categoria, quella della droga, composta di sostanze tutte più o meno ugualmente pericolose. Qualcuno potrebbe ritenere questo un fatto altamente positivo, s