You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Come possiamo avere il coraggio di desiderare di vivere, come possiamo compiere un movimento per scampare alla morte, in un mondo in cui l'amore nasce da una menzogna e consiste unicamente nel bisogno che le nostre sofferenze vengano placate da chiunque ci abbia fatto soffrire?
Racconta L.B.:
« Le mie difficoltà sono cominciate quando mi resi conto che il gruppo in cui militavo non era come io lo avevo immaginato. Oggi è diffusa la critica del marxismo, ma negli anni passati non era facile. Io qualche volta mi arrabbiavo, smaniavo, perché mi sembravano verità evidenti che solo quei ciechi non vedevano. Oppure ragionavo, ragionavo troppo: argomentavo, sostenendo che i miei burocrati erano arretrati, lenti e sospettosi. Avevo letto Marcuse, Fromm, Reich. Sì, forse senza capire tutto, ma il suono delle loro parole mi piaceva. Mi disperavo quando vedevo quelli che dovevano essere l'avanguardia procedere come chierichetti. Sostenevo che la questione sessuale deve venire al primo posto, deve essere la premessa di ogni riforma politica, anzi, come si diceva allora, di ogni rivoluzione sociale. »
L.B. ha trent'anni, è « nato »nel '68 e da allora ha « militato » nei gruppi dell'estrema sinistra fino al febbraio del 1977. Non si riconosce nel movimento del '77, che critica duramente. Riconosce in esso quanto di peggio pensa di sé stesso e dei suoi amici: l'intolleranza, il disprezzo degli altri, quella che lui chiama « l'arretratezza dei ceti medi spacciata per atteggiamento ludico: ma è un farsi gioco degli altri, mai di sé stessi ». Non si stupisce dell'episodio di Beccofino (l'indiano metropolitano romano segregatore della sorella) perché di tipi così « ne ho conosciuti parecchi tra i cosiddetti libertari ».
« Ora », prosegue L.B. con un'aria mestamente divertita, « mi trovo come uno che ne ha viste di tutti i colori ma non ne ha ancora abbastanza. Sono ancora tentato di andare a una manifestazione, a un corteo, anche se so come vanno queste cose…