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Dal 1976 sono stati tradotti in Italia tre Autori che sviluppano il problema del Narcisismo: Heinz Kohut ed Otto Kernberg nel Programma di psicologia, psichiatria e psicoterapia della Editrice Boringhieri e Béla Grunberger per la Biblioteca di Cultura Moderna Laterza. La comparsa è stata relativamente vicina alle edizioni originali: cinque, due e sei anni, nei quali vi è stato un uso sempre maggiore di questo concetto nelle pubblicazioni scientifiche, nei Seminari di formazione e nelle riunioni cliniche, man mano che si venivano colmando le lacune di un settore necessario del corpus teorico psicanalitico.
Infatti, dalla fondamentale « Introduzione al Narcisismo » di Freud del 1914 il concetto è stato utilizzato per la teorizzazione metapsicologica e per la descrizione di fenomeni clinici in maniera spesso aspecifica e con estensioni non meditate. Alcuni motivi possono venir fatti risalire allo stesso Freud; il lavoro fu scritto nell'ambito della concettualizzazione economico-pulsionale e del modello topico, senza una successiva elaborazione nel contesto del modello strutturale. Anche dopo la formulazione di questo modello non vi fu, da parte sua, una precisa definizione dei termini che direttamente o indirettamente afferiscono al Narcisismo, Io e Sé, Ideale dell'Io, Io ideale, Super-io, con un uso a tratti alternativo, a tratti contrastante. L'introduzione, inoltre, del binomio Eros Thanatos finì per polarizzare parte dell'attenzione e dubbi degli psicanalisti, nel tentativo di renderli coerenti con la teoria delle pulsioni e i punti di vista dinamico e strutturale; il narcisismo venne spesso relegato nell'ambito « non trasferale » caratteristico, per allora, delle psicosi.
Studi fondamentali di Federn, Rank, Ferenczi, Reich, Tausk, Andreas- Salomè hanno approfondito la conoscenza degli investimenti e delle pulsioni in termini di narcisismo; tuttavia, per iniziare un progressivo chiarimento, bisognava attendere una ridefinizione di quelle zone concettuali rappresentat