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I) La ripresa del pensiero freudiano e la sua rielaborazione in funzione di una più profonda conoscenza della società e dei suoi meccanismi di dominio è costantemente presente nell'impianto teoretico francofortese, non solo nell'aperto tentativo intrapreso da Fromm di costruzione di una « psicoanalisi umanistica » attraverso la riflessione sui temi classici freudiani, ma anche in tutte le indagini di carattere sociologico di Adorno, Horkheimer e Marcuse che utilizzano, sul piano dell'analisi sociale, strumenti di comprensione che Freud aveva elaborato nell'ambito della tecnica psicoanalitica.
Nella elaborazione habermasiana l'incontro con Freud viene ad assumere un rilievo assai notevole. Habermas non utilizza Freud per precisare categorie portanti nell'analisi delle società tardocapitalistiche (autoritarismo, repressione, disagio ecc.), ciò che lo interessa è sostanzialmente il metodo utilizzato dalla tecnica psicoanalitica: « unica scienza che fa costantemente appello alla riflessione ». Il compito che Habermas si pone in Conoscenza e interesse(1) è la critica della scienza (pensiero scientista) mediante la riflessione; la sua disamina dello sviluppo del pensiero moderno è tutta volta a porre in rilievo il ruolo occupato da questa categoria nell'indagine speculativa dei grandi pensatori moderni (Kant, Hegel, Marx, Dilthey ecc.). Può sembrare strano che Habermas, dopo aver individuato nel positivismo un indirizzo di pensiero che ha totalmente soffocato, nella ricerca conoscitiva, il momento della riflessione (« il positivismo segna la fine della teoria della conoscenza »), indichi proprio nella psicoanalisi l'unico esempio alternativo di scienza riflessiva, quando lo stesso Freud, fondando una scienza in grado di fornire spiegazioni nomotetiche del comportamento dell'uomo, aveva inteso apertamente porsi all'interno della tradizione positivista.
Habermas non misconosce la finalità « scientista » della psicoanalisi; vi sarebbe però, nel pensiero di Freud, una contraddi