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Mi limito a due riflessioni fondamentali sul metodo della formazione teorica di Grunberger; una a proposito della sua localizzazione del narcisismo, l'altra a proposito del carattere che la « perfezione narcisistica » assume nel lavoro di Grunberger.
Per Grunberger bisogna cercare l'origine del narcisismo nella vita prenatale. Solo il feto esperimenta « il prototipo dell'armonia profonda che l'uomo in seguito cercherà di continuo » (pag. 32).
[I numeri delle pagine si riferiscono all'edizione tedesca degli scritti di Grunberger n.d.r.].
Grunberger lo dimostra con i « ricordi » dell'uomo in questa condizione: immaginazioni del paradiso, del paese di Bengodi, dell'età dell'oro: « Questi ricordi dimostrano che la vita prenatale ha lasciato nel neonato una traccia profonda » (pagina 32, sottolin. 1b).
Un confronto con Freud è inevitabile: la fase in cui Freud credette in una seduzione reale dell'isterica da parte di suo padre, cioè quando accettò una fantasia (di desiderio) come ricordo reale. Ma diversamente da Freud Grunberger non è disposto ad attribuire le sue immaginazioni all'analisi, a indagare oltre sulla sua ipotesi, a cercare delle modificazioni nell'ambito della condizione analitica. Al contrario, usa questa ipotesi come base per una psicologia generale e quindi si perde in proliferazioni speculative e in constatazioni normative.
La conseguenza di questo tipo di formazione teorica è che diventa essa stessa una difesa: quello che è un dato di fatto biologico, non può — non deve essere indagato oltre.
Ancora un paragone con Freud: quando egli stabilì che lo sviluppo più difficile e più conflittuale della donna dipendeva dalla differenza anatomica tra i sessi, rese pubblici « facts of life » di cui non c'era nulla da cambiare e di cui egli (in quanto uomo!) non era corresponsabile. Quando Grunberger afferma che una condizione assolutamente felice di « armonia profonda » può esistere per definitionem solo nel ventre materno, che tutto ciò che segue non può essere che