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Una donna di 40 anni viene all'Ambulatorio di Igiene Mentale: racconta che da un po' di tempo le succede improvvisamente di sentire il cuore che batte fortissimo e che le sembra, in quei momenti, di morire; è molto spaventata di ciò, ha ormai quasi sempre il terrore che le arrivi la crisi, ha paura di stare da sola ed è convinta — malgrado le numerose visite cardiologiche a cui si è sottoposta — di avere qualcosa al cuore. Ma ormai tutti le dicono che ‘sono i nervi’, e così si è decisa a venire all'Ambulatorio a chiedere una medicina per i nervi che la guarisca dalla sua malattia.
Qual'è il suo bisogno? Lei pensa di avere bisogno di una buona cura, anche perché è un po' quello che si sente dire da chi la conosce, ma altre definizioni del suo bisogno sono state altrove confezionate: ha bisogno di una cura psicoterapica e non farmacologica, per scoprire le radici del suo disagio; ha bisogno di un rapporto diverso con gli altri, a cominciare dal marito e dai figli, che hanno sempre preferito usarla come prestatrice di servizi gratuiti piuttosto che come persona con proprie esigenze; ha bisogno di qualcuno che ascolti i suoi sfoghi e la capisca; ha bisogno di cambiar vita; ha bisogno di lavorare; ha bisogno di servizi sociali; ha bisogno di 10 giorni in una Casa di Cura tranquilla e rassicurante dove le facciano tante flebo e tutte le analisi; ha bisogno di parlare con altre donne; ha bisogno di recuperare un diverso rapporto con la propria madre; … L'elenco dei bisogni della donna potrebbe accrescersi ponendo altri interlocutori (reali o metaforici) di fronte alla sua situazione, arricchendo in tal modo la comprensione della sua realtà poiché ogni definizione avrebbe buone probabilità di cogliere qualche aspetto reale. Tuttavia, per quanto acuta e accurata fosse l'analisi dei bisogni, difficilmente si potrebbe dire che si tratta proprio dei bisogni di quella donna, dal momento che essa non ne è consapevole nella forma attribuitale dai suoi (reali o met