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Ciò che segue va inteso come una ipotesi di lavoro da confrontare con ciò che di solito si legge nelle pubblicazioni dedicate alla teoria della tecnica psicoanalitica.
Al modello della tecnica normativa, la « tecnica corretta per principio » (basic model technique) e al « Parametro » da essa deviante nella situazione psicoanalitica, viene privilegiato un concetto psicodinamico che corrisponde più adeguatamente alla concreta prassi quotidiana, in quanto orientato verso il processo psicoanalitico. Nella seconda parte, con la quale entriamo nel territorio della metapsicologia psicoanalitica, viene considerata come adeguata allo scopo l'ipotesi che il processo di una « socializzazione interminabile » segua a quello della precedente, terminabile, alla quale siamo stati sottoposti nell'infanzia e nella gioventù. Da ciò derivano conseguenze inevitabili per la teoria della tecnica psicoanalitica. Nella terza e ultima parte sono contenute riflessioni sulla relazione interna/esterna con il « parametro » definito logicamente da un punto di vista nuovo.
Le considerazioni che seguono si astengono deliberatamente da ogni casistica, restando sempre nell'ambito di un discorso teorico. Il lettore è invitato a prenderle in considerazione circa la loro utilizzabilità per la tecnica psicoanalitica applicata nella prassi quotidiana dello psicoanalista. Non si tratta neppure di fornire indicazioni per l'impiego tecnico ma di indicare quanto siano importanti i fantasmi sia consci che inconsci e gli atteggiamenti dello psicoanalista per la « situazione psicoanalitica ». La teoria della tecnica psicoanalitica deve tirare le sue somme.
1. Dopo che K. R. Eissler ebbe scagliato la sua pietra nello stagno della teoria psicoanalitica della tecnica e dopo avere sancito l'interpretare come la tecnica ideale, non poteva certamente sospettare che l'effetto delle sue tesi potesse essere paragonato a quello della tavola delle leggi che a suo tempo Mosè aveva portato dalla montagna sacra (10). Il motivo a