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Comincia così:
« Ho fatto un sogno stanotte. Dunque, eravamo in tre sicuramente, credo mia madre, mio padre e io. E il papà a un certo punto stava malissimo e stava per morire. E allora, non so come, a un certo punto c'era come una cosa di fretta, di dover fare qualcosa in fretta. E allora io, non so se io o insieme, non so, si era detto: 'Ah, ma se il papà muore bisogna assolutamente che domani mattina sui giornali ci sia scritto qualche cosa su di lui'. Come se fosse una cosa urgentissima. E allora io ho telefonato a un giornalista che già conoscevo, un po' perplessa ma ritenendo che fosse la cosa da farsi. Non avevo il suo numero però, e ho chiamato il suo giornale che poi mi ha dato il suo numero. E finalmente mi ha risposto lui direttamente, e io gli ho detto: 'E' morto mio padre, bisognerebbe scrivere qualcosa'. Poi, o ho riagganciato, o lui mi aveva detto di richiamare più tardi, o non so bene, morale, non ero più al telefono. Intanto papà, passato il primo momento, si era ripreso, si era ripreso benissimo. E quindi la cosa si faceva, diventava bizzarra. Però non era una cosa che io avevo fatto di mia iniziativa per cui si potesse dire che ero pazza. Era una cosa che io avevo fatta ma sapendo che avevo l'approvazione degli altri. E più tardi, mentre continuava la netta ripresa per il papà, mio fratello era al telefono con questo giornalista, al quale forse io avevo detto: 'Forse sarà meglio che lei parli con mio fratello', oppure: 'La richiamiamo più tardi così le saprà dire meglio', o cose del genere. Morale, se la vedevano loro. Intanto papà si riprendeva sempre di più. Ma non è che il fatto fosse da vedere, io lo avevo in mente, non è che, e a un certo punto, credo, mia madre ha detto: 'Certo che se vuole andare avanti a vivere d'ora in avanti dovrà star molto attento a tutta una serie di cose e quindi', non so cosa, ma insomma, 'è una situazione comunque un po' precaria, per cui uno deve stare estremamente attento e controllato, e ci sono tutte queste cose