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Attraverso una fortunata serie di circostanze è stato recentemente scoperto un interessante carteggio tra Freud, Jung e Sabina Spielrein, una giovane russa che dopo essere stata paziente di Jung al Burghölzli, si laureò in medicina e divenne successivamente psicoanalista. Fu a Ginevra dove ebbe in analisi per breve tempo Piaget e successivamente fece ritorno in Russia dove iniziò a lavorare nel campo della pedagogia e dove se ne perdono le tracce, in seguito, probabilmente, a qualche processo staliniano. Il curatore del carteggio ed autore del lungo commento introduttivo. (A. Carotenuto: Diario di una segreta simmetria. Sabina Spielrein tra Jung e Freud, Astrolabio, Roma, ) ha centrato la sua attenzione prevalentemente sul complesso rapporto psicologico che si intrecciò tra Spielrein, Jung e Freud ed ha in particolar modo esaminato come l'esperienza psicologica di questo rapporto si sia riflessa nelle concezioni metpsicologiche vuoi di Jung (a proposito del concetto di Anima) vuoi della stessa Spielrein. Il rapporto tra Jung e Spielrein è molto interessante da un punto di vista storico e dà molte informazioni su ciò che era, all'inizio del secolo, un trattamento psicoanalitico e sui rischi che una non profonda conoscenza dei meccanismi transferali e controtransferali determinava in chi si addentrava nell'esperienza psicoanalitica stessa. Le modalità con cui Jung affrontò il transfert sentimentale della paziente ed il proprio stesso sentimento controtransferale sono appunto esaminate nel commento introduttivo e pongono difficili problemi nei riguardi dei rapporti tra gratificazione, frustrazione e sublimazione all'interno della cura.
Non è comunque da questo punto di vista che intendo proporre questo carteggio come un interessante argomento di studio. Ritengo piuttosto che vuoi il carteggio che le opere della Spielrein possano essere esaminati con un interesse derivante dal fatto che la Spielrein precorre nel tempo una serie di analisti che non hanno voluto rinunciare