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Ritengo utile una ricapitolazione concettuale del termine di parametro in Eissler per chiarire alcune imprecisioni e difficoltà relative alla sua delimitazione, tentando di trovare, con un riferimento alla storia della psicoanalisi, le cause che hanno spinto Eissler al suo metodico tentativo di riordinamento della tecnica psicoanalitica. Ciò al fine di una più fruttuosa discussione nel confronto con le tesi sostenute da Arno Von Blarer nello scritto « La via è lo scopo » pubblicato sul N. 2/81 di Psicoterapia e Scienze Umane. Seguiranno alcune osservazioni e proposte di discussione e lavoro.
K. R. Eissler nei due lavori dedicati alle variazioni tecniche (1953, 1958) espone con chiarezza il suo pensiero circa la delimitazione della tecnica psicoanalìtica classica (la « basic model technique »). Riprendiamo integralmente dal lavoro di Arno Von Blarer la descrizione dei pilastri di essa.
La « basic model technique » di Eissler (da allora in poi sinonimo di « tecnica corretta per principio ») e la deviazione da essa, che viene denominata parametro, si fonda su tre premesse:
analista e paziente si impegnano a mantenere gli accordi che regolano l'orario, il luogo, il pagamento e l'assetto spaziale delle sedute psicoanalitiche. L'analista per principio siede alle spalle del paziente che sta sdraiato sulla schiena. Il « setting » psicoanalitico esterno è determinato da questa regolamentazione.
corrisponde alla ipotetica situazione normale che in questo setting l'analista dia esclusivamente interpretazioni che si riferiscono al materiale difeso e portato alla coscienza.
tutto ciò che si discosta da a) e da b) viene denominato parametro». Rifacendosi al paragone fatto da Loewenstein fra antibiotico e interpretazione, Eissler (1958) stabilisce anche che una tecnica è classica o meno a seconda del veicolo che trasporta l'interpretazione al suo « locus operandi »; l'interpretazione deve seguire determinate forme linguistiche, deve essere chiara, comprensibile e non offensiva; va evit