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All'indomani dell'entrata in vigore della legge 180, quando cioè si è trattato di individuare i modi per realizzare concretamente il graduale superamento dell'ospedale psichiatrico, prende l'avvio a Bologna un'esperienza programmata di riabilitazione e reinserimento sociale dei lungodegenti dell'ospedale psichiatrico provinciale « F. Roncati ». Come prima risposta al dibattito sull'esigenza di nuove ristrutturazioni interne all'ospedale, è stato messo a punto il progetto di apertura di un'area, che ha assunto il nome di « Area autogestita ».
Essa inizia la sua attività nell'aprile del 1979 con trenta lungodegenti, 15 uomini e 15 donne provenienti dai reparti « cronici » dell'ospedale psichiatrico. Si tratta di persone con esperienza di ricovero pressochè continuativo che va da un minimo di 10 a un massimo di 20-30 anni; quasi tutte sono provenienti dall'area territoriale bolognese e di estrazione sociale prevalentemente operaia e contadina.
Nella sua formulazione istitutiva, la nuova struttura si propone di assolvere ad una funzione abitativa e di costituire la sede di attività capaci di favorire sia un processo di riappropriazione delle identità personali, sia di apprendimento sociale e lavorativo.
L'« area autogestita » si definisce, quindi, come strumento operativo atto a stimolare un'emancipazione degli ospiti dal condizionamento di lunghi periodi di istituzionalizzazione e a favorirne l'inserimento nel tessuto sociale; queste prospettive programmatiche, sia pure accennate in maniera sommaria, hanno fin dall'inizio costituito la premessa e le caratteristiche di contesto entro cui inquadrare l'operatività svolta nell'area. I messaggi, le azioni, gli interventi attualmente messi in atto verso il raggiungimento di questi obiettivi hanno continuato a muoversi nell'ambito di tali premesse, nel senso di essere contestualizzati ad un processo di dimissione.
Attraverso l'attuarsi dell'esperienza si è evidenziato che molti famigliari degli ospiti dell'area vivevano la nuova