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Dopo le prime ipotesi di Freud (, , ), l'interazione fra processi psichici come si presentano agli psicoanalisti, riducibili cioé alla biografia individuale e al contesto analitico, e processi sociali come vengono esaminati e descritti dagli studiosi di scienze sociali, si è costituita con difficoltà come oggetto di interesse e di ricerca.
Ha ormai un valore storico, poiché risale al 1962, il confronto fra Parsons e Hartmann sulla interazione fra psicoanalisi e sociologia ma è del massimo interesse poiché mostra quali fossero le posizioni espresse da Hartmann che proprio in quegli anni era presidente della Società internazionale di psicoanalisi. Parsons (1) mette a confronto psicoanalisi e scienze sociali, ne coglie le affinità e propone una compenetrazione delle due teorie. Ricordando che ogni azione umana ha un significato sociale riprende i punti più importanti nello schema concettuale delle scienze psicologiche e di quelle sociologiche. Per le prime il riferimento è alla personalità dell'individuo, per le seconde al sistema sociale. Pur riconoscendo alle categorie psicologiche un'importanza fondamentale per le scienze sociali ritiene tuttavia che nessuna « priorità ontologica » (2) debba essere attribuita né al sistema sociale, né alla personalità individuale.
Hartmann (3), rispondendo a Parsons auspica a sua volta la creazione di un linguaggio concettuale comune e la possibilità di riformulare le