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Risale al periodo della seconda guerra mondiale la comparsa degli elaboratori elettronici digitali. Da quel tempo una tecnologia in continua evoluzione ha prodotto via via sempre nuovi elaboratori che si sono sviluppati con rapidità esponenziale. Parallelamente, anche nel campo della tecnologia delle comunicazioni computerizzate, una rapida trasformazione ha determinato il passaggio dai primi sistemi elettromeccanici ai complessi sistemi elettronici attuali che utilizzano reti di canali di informazione estese a livello regionale, nazionale e internazionale. L'introduzione in futuro delle tecnologie laser e delle fibre ottiche allargheranno ulteriormente queste reti di comunicazioni, che potranno collegare, via satellite, comunità sparse in ogni parte del globo.
L'utilizzo sempre maggiore di servizi per la distribuzione delle informazioni ha portato a una diffusione rapida e crescente dei sistemi delle comunicazioni computerizzate nei vari campi dell'economia, dell'amministrazione, nelle imprese private e pubbliche, nel campo scolastico, nelle attività professionali, nella ricerca scientifica, nei servizi. La rapidità e l'estensione del fenomeno, che gli studiosi di scienze sociali hanno definito « rivoluzione informatica », rappresenta un passaggio evolutivo fra i più significativi della nostra cultura. Una ricerca approfondita di tutte le applicazioni di queste moderne tecnologie porterebbe a una visione allargata dei diversi problemi emergenti a livello politico, economico, organizzativo, sindacale, educativo, psicologico.
In questa sede si vuole soltanto sottolineare il significato del fenomeno e prospettare, nella complessità delle possibili estensioni, un interesse di indagine per lo specifico problema dell'adattamento culturale e delle possibili conseguenze per ogni individuo.
Da più parti viene segnalata la stretta relazione che esiste fra tecnologia e sistema sociale. W. Ogburn nel suo « Technology as Environment