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È noto che Freud ipotizzò una fonte di eccitazione somatica quale origine dei bisogni sessuali in entrambi i sessi. La pressione originata nelle vescicole seminali dalla produzione di spermatozoi venne considerata la causa della eccitazione sessuale dai ricercatori di allora. L'orgasmo maschile venne messo pertanto in relazione diretta con lo svuotamento delle vescicole seminali e con l'effetto di questi processi sul corrispondente sistema nervoso. Malgrado che la teoria escretoria, forma molto primitiva di un modello psico-idraulico della sessualità, non potesse essere adattata alla donna e alla sua sessualità, nondimeno ci si attenne ad essa per lungo tempo.
Secondo Freud il sistema nervoso ha anzitutto il compito di impadronirsi dell'eccitamento in atto e di ripristinare quanto prima uno stato a tensione nulla. Corrispondentemente a ciò, lo scopo della attività sessuale sarebbe diretto a sopprimere eccitamenti disturbanti. Numerose osservazioni nel frattempo ci hanno insegnato che alcune tensioni vengono attivamente ricercate e che possono creare piacere in sé, che esse non sono solamente al servizio dello scopo di un piacere finale diretto a porre termine alla tensione. Il modello psico-idraulico della sessualità, la rappresentazione di una sommazione pulsionale che avviene in modo regolare, che provoca tensioni dirette verso la scarica, attualmente non è più sostenibile sul piano scientifico (v. Schmidt, 1975, p. 33). Anche ciò che concerne la fisiologia della origine della fame e della sete e del loro soddisfacimento, non è applicabile alla sessualità umana. In essa, come per l'origine dell'aggressività, non si tratta di una « energia pulsionale endogena che si somma » stabilmente, bensì — così scrive il sessuologo Schmidt — « di una disposizione a reagire in un determinato modo a determinati stimoli » o di una disposizione