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D. Dai tuoi ultimi scritti come dai tuoi seminari e dalle interviste che hai rilasciato, risulta chiaro che non hai rinunciato né al marxismo né alla psicoanalisi e che hai conservato i tuoi giudizi critici. Insisti infatti sul valore scientifico della psicoanalisi e tenti di scorporarne le componenti ideologiche. Ma per te cosa è valido e cosa è ideologico?
R. Non è semplice rispondere. Potrei affrontare il problema riferendomi alla posizione di Freud rispetto alla donna, dal momento che egli affronta questa tematica da un punto di vista fallocratico, — come direbbe Zilboorg — più precisamente la affronta da uomo della sua epoca, inserito nell'apogeo del capitalismo e della famiglia nucleare. Il che implica che Freud tratta il problema della donna, così come quello della famiglia e del complesso di Edipo in modo atemporale e non dialettico. É infatti vero che ogni società umana si fonda sulla proibizione dell'incesto, ma è altresì vero che le conseguenze di questa regola sono diverse in ogni società e sono strettamente legate ai rapporti di produzione. Juliet Mitchell (1) ha detto a questo proposito cose molto intelligenti affermando che Freud nello studio del complesso edipico della donna, fornisce la miglior descrizione possibile della situazione psicologica profonda della famiglia nucleare in questa epoca del capitalismo.
Ma, quando Freud applica le sue concezioni al passato remoto, in Totem e tabù ad esempio, mi sembra, e non sono l'unica ad affermarlo, — molti antropologhi l'hanno detto — che la sua elaborazione storica sia insostenibile. Secondo Freud a un certo momento,
* Il presente scritto è il 3° cap., II parte, del volume di M. Langer, Memoria, historia y diálogo psicoanalitico, Folios, Mexico, 1981. Ringraziamo l'autore e l'editore per il permesso di pubblicazione. Traduzione italiana di Silvana Koen.
gli uomini, i fratelli, l'orda primitiva, ammazzano il padre e poi rinunciano alle donne.
Per lui, quelle donne non assumono mai altro significato che quello di