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Con questo contributo ci si propone di formulare alcune ipotesi di ricerca sulle connessioni tra scienze umane e scienze dell'organizzazione in generale e dell'organizzazione aziendale in particolare. Il nostro assetto sociale sta attraversando attualmente un periodo di trasformazioni rapide e profonde che coinvolgono le istituzioni, l'economia, l'ambiente naturale e anche e soprattutto gli uomini. Questo processo, per le connotazioni di complessità e rapidità, non è prevedibile, almeno per quanto si riferisce alla sua dimensione globale, e risulta pertanto svincolato da ogni probabile assunto.
Per la ricerca psicoanalitica, la tendenza riduttiva a concepire l'ambiente sociale come mediamente attendibile, come entità invariabile, precluderebbe ogni possibilità esplicativa nel quadro delle moderne società industriali avanzate. Così come lo studio delle risposte individuali, viste come dipendenti esclusivamente dalla realtà interna, anche se questa contiene la rappresentazione del reale, purtuttavia rischierebbe di collocare l'uomo ai margini della prospettiva socioculturale attuale. L'approfondimento conoscitivo dell'uomo e del contesto, fondato su concezioni specifiche dello psichico e del sociale, persegue l'obiettivo di un superamento successivo e dell'uno e dell'altro, per tendere ad una comprensione più generale delle interrelazioni fra i due. Le teorie sociologiche e quelle psicologiche convergono su uno stesso oggetto di ricerca, da punti di vista diversi studiando i processi sociali e quelli mentali. Se però si assume che lo psichico si strutturi anche in rapporto a come si organizza il sociale, diventa allora particolarmente significativa l'ulteriore ricerca sulle correlazioni, non in maniera generale e aspecifica, ma in situazioni definite e connotate storicamente. L'obiettivo dell'organizzazione in generale e nello specifico dell'organizzazione del lavoro è subordinare gli scopi individuali ad un unico fine, il funzionamento dell'intero