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Questo saggio di Roberto Speziale-Bagliacca si iscrive nella tendenza alla revisione che da alcuni anni a questa parte si va sviluppando intorno ad alcuni temi centrali della psicoanalisi. Tale dibattito è rivolto soprattutto alle vicende dell'evoluzione storica del movimento psicoanalitico, dalla chiusura all'interno del palazzo, alla crescente trasparenza che caratterizza la fase maturativa di apertura.
Nel libro vengono messe in luce le contraddizioni fondamentali che hanno costellato fin dall'inizio il percorso della vita di Freud e della sua relazione con allievi e seguaci. I conflitti che hanno accompagnato in modo più o meno esplicito le vicende psicoanalitiche, sono stati tenuti a bada per molti anni mediante una sorta di rimozione, posta a difesa di una struttura autoritaria resasi, per così dire, istituzionale. Questa situazione sembra ormai avviarsi verso una fase emancipatoria, grazie al recupero del corretto impiego dello strumento psicoanalitico, usato anche per riflettere sulla personalità degli artefici stessi della psicoanalisi.
Il sottotitolo anticipa sinteticamente il tema su cui si articola l'analisi contenuta in questo libro, la cui fidabilità non sta nel riesaminare criticamente concetti teorici e posizioni dottrinarie, ma nell'indagare l'influenza che su di essi e sullo svolgimento del movimento psicoanalitico ha assunto la componente fallica e autoritaria. In questo lavoro viene fatto ampio ricorso al pensiero di quegli autori, appartenenti a diverse scuole e correnti, dalla psicologia dell'Io a quella del Sé, alla psicologia analitica junghiana, ecc., nei quali Speziale si si riconosce nel comune impegno di affrontare in modo esplicito l'influenza della soggettività sul dibattito delle idee e sull'evolversi del movimento psicoanalitico. La scelta bibliografica è quindi mirata, e non comprende pertanto quegli autori, anche se di primo piano, che