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Precedentemente (4), ho proposto che le caratteristiche strutturali intrapsichiche dei pazienti con organizzazione borderline della personalità possono contribuire a differenziare i disordini borderline dalle nevrosi sintomatiche e dalla patologia nevrotica del carattere da una parte, e dalle psicosi, particolarmente la schizofrenia e la psicosi maniaco-depressiva, dall'altra. La diagnosi strutturale, cioè la diagnosi di una generale organizzazione intrapsichica fornita di stabilità, continuità e uguaglianza nel tempo, è facilitata da uno speciale tipo di intervista clinica — una «intervista strutturale» — che mette a fuoco la interazione tra il paziente e l'intervistatore, il funzionamento interpersonale del paziente in generale, e la storia recente della malattia.
Tre generali organizzazioni strutturali corrispondono ai disordini nevrotici, borderline e psicotici. Tali organizzazioni strutturali costituiscono una funzione stabilizzatrice dell'apparato psichico, mediando tra i fattori eziologici e le dirette manifestazioni comportamentali della malattia. Indipendentemente dai relativi contributi che fattori genetici, costituzionali, biochimici, familiari, psicodinamici o psicosociali danno all'eziologia della malattia, il risultato è che gli effetti di tutti questi fattori finiscono col riflettersi sul tipo della struttura psichica generale. Il funzionamento psicologico dell'individuo si stabilizza a livello di questa struttura, che diviene la matrice sottostante dalla quale si sviluppano i sintomi.
Ho descritto tre generali caratteristiche strutturali: 1) integrazione