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Il tema che gli organizzatori hanno scelto per il nostro incontro di questa sera: «La psicoterapia come arte, tra carisma e tecnica», presenta alcune delle polarizzazioni più interessanti dell'attuale dibattito nelle varie psicoanalisi e psicoterapie. La prima polarizzazione è quella che considera le psicoanalisi e le psicoterapie da una parte come arte, dall'altra come scienza. La seconda polarizzazione è quella tra fede e ragione, tra criteri carismatici e criteri razionali su cui impostare e giustificare procedimenti ed effetti della cura, sia nel versante del terapeuta, sia nel versante dei pazienti. La terza polarizzazione è quella tra tecnica e teoria. Vi propongo di lasciare da parte la polarizzazione tra arte e scienza, perché mi viene un po’ da ridere se penso di riferirmi a me stesso e ai miei amici del mestiere in termini di «artisti» o di «scienziati». Vi propongo invece di considerare un'altra polarizzazione nella quale mi sembra convergano le altre due accennate polarizzazioni, quella tra fede e ragione e quella tra teoria e tecnica, che esprimerei con la formula di polarizzazione tra conoscenza e convivenza.
La polarizzazione tra conoscenza e convivenza si riferisce a due atteggiamenti. Da una parte, l'atteggiamento della maggioranza dei terapeuti delle varie psicoanalisi e psicoterapie, i quali, stando a quello che dicono e scrivono, sono massimamente interessati a risolvere problemi di conoscenza, ad esempio la conoscenza della mente e del passato dei loro pazienti. dall'altra parte, il mio atteggiamento, quando in una concreta situazione d'incontro con un paziente, mi interesso principalmente a risolvere attuali problemi di convivenza, nel senso