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In questo numero viene pubblicata la seconda parte dello scritto di Eissler riguardante lo sviluppo della tecnica psicoanalitica (la prima parte è apparsa nel n. 3/84). Il lettore avrà modo così di familiarizzarsi con la forza polemica di questo autore e soprattutto con le argomentazioni fondamentali della discussione intorno alla «esperienza emozionale correttiva» che ha segnato una grande parte della ricerca sulla specificità della tecnica psicoanalitica.
Negli scorsi mesi la pubblicazione da Mondadori del volume di Masson «Assalto alla verità» ha introdotto anche in Italia il dibattito iniziato due anni fa negli Stati Uniti sulla verità storica nella Psicoanalisi, nel quale la figura di Eissler è stata centrale. L'articolo «Il caso Masson» che qui pubblichiamo fornisce informazioni non fuorvianti su questo argomento. In Italia si è cercato di screditare Masson sostenendo che non è uno psicoanalista e che non ha esperienza clinica, mentre invece è stato membro della Società Psicoanalitica e diversi suoi scritti sono apparsi sulla stampa psicoanalitica ufficiale. Questo modo di comportarsi è molto frequente nella storia della comunità psicoanalitica. Si evita la discussione sui contenuti sottoposti a critica cercando di screditare l'avversario e falsificandone la storia per poterlo presentare come esterno al gruppo. A mio parere non esiste un «caso Masson». Esiste il caso di una istituzione che rispecchia sé stessa nell'episodio Masson.
Il problema concreto è che a tutt'oggi la scientificità delle diverse storie della Psicoanalisi non è verificabile per la responsabilità che il gruppo di persone che formano il direttivo dell'Archivio Freud si è assunta con la decisione di rendere accessibile a tutti l'Archivio nella sua totalità nell'anno 2106, permettendo però nel frattempo la conoscenza di materiali parziali. Michele Ranchetti ha affrontato questo problema nel n. 1/81 di questa Rivista. Russel Jacobi, il quale ha scritto un saggio interessante pubblicato nel 1983 d