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Alexander introduce un termine di cui è difficile determinare se si tratta soltanto di un nome per un fatto già noto, o se descrive un nuovo principio terapeutico. In due scritti precedenti [6, 7] Alexander aveva ritenuto appropriato descrivere il processo della terapia psicoanalitica con tre concetti, ossia: scarica emozionale, insight, e elaborazione terapeutica o integrazione. Stavolta egli aggiunge un quarto concetto, cioè l'esperienza emozionale correttiva. Egli subordina l'importanza degli altri tre concetti al quarto [1, p. 26]. Che cosa significano le esperienze emozionali correttive nella presentazione che Alexander fa della terapia?
Il paziente ha l'opportunità di manifestare i suoi vecchi conflitti nella relazione di traslazione. L'analista assume un atteggiamento diverso da quello dei genitori del paziente. Alexander scrive [1, p. 67]:
… l'atteggiamento oggettivo e comprensivo dell'analista permette al paziente di affrontare diversamente le proprie reazioni emozionali, e così di dare un nuovo assetto al vecchio problema. Il vecchio modello era un tentativo di adattamento da parte del bambino al rapporto parentale. Quando uno degli anelli di questa relazione interpersonale (la risposta parentale) cambia attraverso il medium del terapista, la reazione del paziente diviene smussata…
… il significato terapeutico delle differenze tra la situazione conflittuale originale e la presente situazione terapeutica è spesso trascurato. E proprio in tali differenze è il segreto del valore terapeutico del procedimento analitico.
Alexander mette senza dubbio l'accento su un punto importante della tecnica psicoanalitica. Non so in che misura tale punto sia stato