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Il 20 settembre 1984, dopo che questo articolo era stato mandato alla redazione, la Mondadori mi ha invitato a presentare insieme a Marco Bacciagaluppi, Elvio Fachinelli e Carlo Viganò l'edizione italiana del libro di Jeffrey M. Masson Assalto alla verità: La rinuncia di Freud alla teoria della seduzione. Il dibattito, al quale era presente anche Masson stesso, e che era intitolato Il «caso Masson»: assalto a Freud?, ha richiamato un vasto pubblico ed è stato caratterizzato da un'accesa discussione, soprattutto tra Masson e Musatti, che per brevità non è possibile riportare in questa sede.
In questa occasione e nei giorni seguenti ho avuto l'opportunità di conoscere personalmente Jeff Masson, e di discutere con lui vari aspetti di questa vicenda. Commentando i due articoli della giornalista Janet Malcom apparsi su The New Yorker, articoli che hanno divulgato al grande pubblico i dettagli del «caso Masson» e suscitato molto interesse attorno a questa vicenda, Masson mi ha detto che essi contengono parecchie informazioni non veritiere, e soprattutto che distorcono l'immagine della sua persona, attribuendogli non pochi attributi negativi. Il rischio insomma è che questi due articoli possano aver fatto parte di un'operazione di questo tipo: un tentativo, messo in atto da una certa parte dei mass media americani, di screditare completamente la figura di Masson come uomo, ancor più che come ricercatore (di «psichiatrizzarlo», potremmo dire), facendolo passare come un irresponsabile o un sociopatico, relegando così in secondo piano il fatto che per quasi un secolo importanti documenti della storia della psicoanalisi siano stati censurati o tenuti nascosti al pubblico. (Per la