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Allo scopo di essere il più possibile chiaro e conciso su argomenti che richiederebbero tempo per venire discussi in modo esauriente, procederò nella mia comunicazione per gradi successivi.
In primo luogo cercherò di chiarire il significato prevalente che oggi termini come gruppo e cultura dei pari sono venuti assumendo nelle scienze sociali.
Secondariamente, tenterò di applicare questi concetti alla nostra realtà. In particolare vedrò di ipotizzare come in un contesto di capitalismo maturo, post-industriale, tradizionalmente politicizzato come l'Italia, la comunicazione abbia potuto svolgere un ruolo particolare nella formazione delle aggregazioni giovanili spontanee basate su relazioni fra pari.
In terzo luogo vorrei tagliare trasversalmente l'argomento per cercare di capire fino a che punto, a partire dalla fase storica che inizia negli anni '50 con l'avvio dello sviluppo comunemente definito neocapitalistico, gli aggregati e le subculture giovanili possano essere assunti come indicatori di cambiamenti sociali profondi. Frutto vistoso di questi cambiamenti, il mutare della personalità e delle culture e la nascita di nuovi soggetti sociali.
Infine, sosterrò che si tratta di fenomeni che a livello progettuale esigono la rifondazione dei criteri di formazione delle politiche culturali e formative (che, visto che parliamo di droga, sono tra l'altro il primo terreno oggettivo per porre le basi per un discorso di «prevenzione»
Relazione al convegno: Comunicazione e droga, organizzato dal Censis. Venezia, Fondazione Cini, luglio 1984.
* Università di Modena, Rip. di Economia politica, 41100 Modena, via Giardini 454.
statisticamente capace di raggiungere e acculturare molteplicità di soggetti).
1. Tralasciando di illustrare le alterne vicende che hanno accompagnato la formazione del concetto di gruppo dei pari (ad es. nell'ipotesi funzionalistica è in un certo senso antagonistico alla famiglia); tenendo invece conto del modo aperto e pluridisciplinare con cui oggi si guarda a un