You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Con la nascita della clinica e la successiva rivoluzione scientifica in biologia e in medicina, le malattie hanno acquistato una fisionomia, un luogo, una causa e un meccanismo sempre più precisi. La salute, al contrario, ha perso i precisi contorni che sembrava possedere nel Medioevo cristiano ed è stata relegata nel campo dell'utopia. L'autonomia del corpo e della vita mondana hanno fatto emergere una «domanda» di benessere e quindi anche di salute, che solo temporaneamente potevano essere limitate alle classi privilegiate o affluenti. Le utopie del Rinascimento contrappongono alla frammentazione sociale e alla generale mancanza di sicurezza di un'epoca di trasformazione, un ordine perfetto e felice basato sul governo della virtù e della saggezza. Nella realtà del '600 quest'ordine utopico si traduce nel suo rovescio: in un progetto poliziesco-assistenziale che classifica, discrimina e reclude gli emarginati. Tale progetto non manca del resto di realismo nel considerare tutti gli emarginati — poveri, malati, vagabondi,