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L'interruzione volontaria di gravidanza è un fenomeno esaminabile sotto diversi punti di vista, cui corrisponde, a nostro avviso, una pluridimensionalità dell'evento: esso infatti può essere indagato sotto il profilo sociologico, sociopolitico, religioso-morale, culturale, psicologico, psicodinamico… La dimensione psicologica si articola per lo meno su due livelli: quello delle rappresentazioni consce e quello dei fantasmi inconsci. Dall'esame della letteratura, ci è parso che questa fosse carente di studi orientati verso le dinamiche profonde sottese all'esperienza abortiva. D'altra parte sarebbe azzardato affermare, che un evento dalla portata psicologica così considerevole possa essere preparato nella mente ed agito, senza l'attivazione di livelli più o meno regressivi dell'organizzazione psichica. Si potrebbe anzi affermare che l'esperienza clinica psicoanalitica conferma coerentemente ciò. Si trattava quindi di raccogliere del materiale idoneo ad esplorare le dinamiche inconsce delle gestanti in procinto di abortire: i sogni ci sembrarono particolarmente adatti a questo scopo. Abbiamo dunque utilizzato il materiale raccolto durante una serie di interviste svolte ad un campione di 50 donne nell'estate del 1980 presso l'Ospedale V. Buzzi di Milano. Tale gruppo risulta piuttosto omogeneo, essendo costituito da donne tra i 24 e i 35 anni, di modesta estrazione sociale, scolarità media-inferiore, sposate, per lo più con uno o due figli. Durante il colloquio, che si svolgeva il giorno precedente l'aborto ed aveva carattere semidirettivo, vennero raccolti 28 sogni.
Si sà bene che la significazione di una produzione onirica è tutt'altro che univoca e si presta ad essere letta con diverse chiavi interpretative: queste, lungi dall'essere contradditorie, informano sulla complessità