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Il fenomeno sociologico noto col nome di «Gay Liberation» ha avuto un profondo effetto liberalizzante su parecchi aspetti importanti della vita americana. Ciononostante la Società psiconalitica americana è rimasta fino a questo momento inflessibile nelle sue posizioni, almeno ufficialmente. Tuttavia due recenti congressi dei membri della Società, tenutisi a New York e a San Diego, hanno mostrato come anche essa stia infine almeno cominciando a cambiare parere sull'omosessualità. I fatti più sorprendenti si sono verificati al congresso di New York, durante il quale quattro famosi analisti, con imponenti credenziali ed impeccabili curricula, hanno presentato delle relazioni in un convegno dal tema: «Verso una nuova comprensione dell'omosessualità maschile». Il convegno di San Diego si è concentrato sul tema dell'omosessualità femminile, ma ha fornito un materiale meno sensazionale. Tra la fine del secolo scorso e l'inizio di questo la psicoanalisi, per la prima volta nella storia moderna, ha portato il sesso alla luce, sottraendolo all'oscurità della camera da letto. Sigmund Freud ha osservato che a scoprire per primo la psicoanalisi non era stato lui bensì «gli scrittori», dal momento che sin dall'antichità il sesso aveva affascinato poeti, drammaturghi, e scrittori. La psicoanalisi ha certamente avuto un'enorme influenza sugli scrittori moderni di tutto il mondo, fin dalla pubblicazione a Vienna nel 1900 dell'Interpretazione dei sogni di Freud. Dopo la morte di Freud a Londra nel 1939 W. S. Auden scrisse: «To us he is no more a person / Now but a whole climate of opinion» (1). In un'altra poesia dal titolo «Heavy Date» Auden ha usato il termine «oggetto» in senso psicoanalitico quando scrive: