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«… Tante sono, suppergiù, le ragioni per scrivere. Una di più, ma forse una di meno (non ho contato bene), delle ragioni per tacere…» (1). Ma la rivista Psicoterapia e scienze umane invita a discutere sul lavoro di Bruno De Maria. E qui incominciano le perplessità: discutere di cosa? Certo non è il caso di intervenire a proposito della utilità dei modelli teorici in psicoterapia. Il problema, formulato in questi termini, enfatizza una contrapposizione grossolana fra coloro che accettano i modelli teorici e coloro, che, viceversa, ne sostengono l'inutilità. Come se l'uso o l'abbandono dei modelli teorici fosse una scelta pregiudiziale all'intervento psicoterapeutico. Come se, prima di incominciare a lavorare si potesse decidere se e quali modelli teorici si usano. Tutti abbiamo riferimenti teorici più o meno espliciti e tutti siamo d'accordo sulla difficoltà di usare, nel nostro lavoro, questi strumenti in modo ‘pulito’, e ugualmente tutti sappiamo che è difficile