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Quando Papa Luciani ebbe a dire, nel mese del suo pontificato, che Dio è insieme Padre e Madre, vi fu nel mondo cattolico un inquieto interrogarsi sul senso, sulla portata, sul peso delle sue parole. Non erano state dichiarate eretiche, duemila anni fa, le sette gnostiche che predicavano un Dio a carattere diadico, un «matropater», o addirittura in alcuni casi una Madre divina, saggezza primordiale e origine di tutte le cose? Il cristianesimo, come il giudaismo e come l'Islam, e al contrario di altre tradizioni religiose del bacino mediterraneo — greca, egizia, babilonese, romana — e di altri continenti — l'Africa, l'lndia, l'America del Nord — concepisce Dio in termini esclusivamente maschili: Dio è il Re, il Signore, il Giudice, il Padre. Tra le persone della Trinità, l'unica a non essere maschile, lo Spirito Santo, è designata con una parola del genere neutro, lo «pneuma».
Nel 1300 venne celebrato a Milano un processo per eresia contro la setta detta dei Guglielmiti, che si concluse con la condanna della loro dottrina, e con il rogo dei loro maggiori esponenti, compreso il corpo della loro ispiratrice Guglielma. Difficilmente si sarebbe potuto aspettare un esito diverso. La dottrina guglielmita sosteneva che Guglielma, figlia del re Premislao I di Boemia, approdata ultracinquantenne a Milano tra il 1260