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Il profondo sovvertimento che in questo secolo ha investito tutte le scienze e le cosiddette discipline umanistiche non ha risparmiato la psicoanalisi. Pongo la psicoanalisi fra le discipline sviluppate nel secolo scorso sia perché i suoi fondamenti sono già chiaramente espressi e sviluppati con la Interpretazione dei sogni pubblicata nel 1900 sia perché la sua natura è profondamente ottocentesca per un gran numero di concetti teorici. I concetti che più chiaramente lasciano vedere la loro natura ottocentesca sono quelli che costituiscono la cosiddetta metapsicologia (1) ma ugualmente datate sono le teorie freudiane sulla memoria, sulla percezione, sulla conoscenza e la epistemologia in genere. La letteratura successiva, quella di Freud e quella degli allievi che gli sono rimasti fedeli, ha continuato sulle stesse linee; c'è chi ha accentuato alcuni difetti di base (2) come gli indirizzi kleiniani o mahleriani, e chi, come Hartmann e Rapaport, ha ricercato un impossibile collegamento con le altre branche scientifiche. I cosiddetti dissidenti (Jung, Adler, Rank ecc.) raramente hanno migliorato la posizione freudiana e mai hanno compiuto una soddisfacente revisione critica dei concetti di base.