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Premessa.
Vorrei visualizzare quei mutamenti che mi si sono imposti negli ultimi trentacinque anni di attività psicoanalitica. Se però intendo mettere brevemente in evidenza quegli scritti e quelle riflessioni sulla tecnica psicoanalitica che hanno introdotto o avviato tali mutamenti, voglio dire con ciò che alcuni impulsi metapsicologici hanno influenzato la mia tecnica in maniera determinante, nel gioco dialettico con i movimenti e gli eventi sociali. Per quanto riguarda il modo della ricezione e dell'elaborazione delle letture psicoanalitiche, devo premettere che, nell'accogliere proposte e riflessioni metapsicologiche, sono un amalgamatore. Voglio dire che, già durante la lettura, o in un arco di tempo assai breve, incorporo le tesi e le proposte di un autore, le amalgamo appunto, in maniera tale per cui posso sostenere soltanto la mia versione personale di quelle tesi.
Influenze metapsicologiche e sociali sul mio lavoro.
Alcune tesi, scritti e proposte metapsicologiche sulle quali ritornerò. Innanzitutto, e sempre ancora di nuovo: Ricordare, ripetere e rielaborare di Sigmund Freud. Inoltre: L'analisi del carattere di Wilhelm Reich, gli stimoli per una teoria dell'adattamento dell'Io di Heinz Hartmann, la teoria dei rapporti oggettuali di Edith Jacobson, i lavori di Kurt Eissler sulle norme nella tecnica psicoanalitica e sulle loro conseguenze, la tecnica dello specchio e la teoria dell'empatia di Heinz Kohut, il confronto di Otto Kernberg con l'aggressione del cliente per mezzo della percezione della propria reazione di controtraslazione, i materiali e le spiegazioni di Margaret Mahler sull'importanza e sulla funzione dei conflitti di separazione e d'individuazione nella vita dell'individuo, le immagini e i concetti di Donald Winnicott, come « holding environment », « good enough mothering », « transitional object » (1), le riflessioni di John Klauber sul « setting » psicoanalitico, e infine la teoria dei meccanismi di adattamento di Paul Parin, e le sue proposte