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Il progetto di Psicoterapia e Scienze Umane risale al 1965-66, gli anni delle giornate di studio su « La psicoterapia in Italia » e « La formazione degli psichiatri » organizzate come « Gruppo milanese per lo sviluppo della psicoterapia ». Il nucleo originario di lavoro del Gruppo aveva iniziato la propria attività nel 1960, occupandosi di problemi di organizzazione della formazione e di aggiornamento culturale e cercando, accanto alla ricerca originale di alcuni di noi, di mediare il raccordo con la cultura internazionale del nostro settore. Il primo progetto editoriale del quale mi sia occupato, la « Biblioteca di psichiatria e psicologia clinica » di Feltrinelli, era stato messo a punto alla fine del 1958; la collaborazione con Boringhieri era iniziata nel 1964. Nel 1967, a Wiesbaden, ci venne affidata l'organizzazione dell'ottavo congresso internazionale di psicoterapia, che ebbe luogo a Milano nel 1970 e per il quale scegliemmo come tema centrale il titolo della testata della Rivista, divenuto successivamente denominazione ufficiale del nostro Gruppo di lavoro.
Come operatore culturale, tenevo conto del rischio che rappresentava in Italia l'importazione di proposte tecniche non inserite in un sistema di valori elaborato ed assimilato nella propria continuità storica. Questo provoca l'accettazione rituale del valore, con adozione dei simboli del nuovo valore senza una reale trasformazione di struttura che si traduca in forme organizzative adeguate. Aumentavano infatti le istituzioni con lo « psicoanalista » come simbolo di trasformazione che confermava la vecchia struttura. Questa tendenza costituiva un coefficiente rilevante di resistenza al cambiamento.
Scrissi nella presentazione del volume che raccoglie gli atti delle giornate di studio summenzionate e prendendo distanza dalle accettazioni entusiastiche, che era necessario « togliere alibi a chi si sentiva rivoluzionario solo perché si occupava, con cinquant'anni di ritardo culturale, di qualcosa da noi esote