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Qualsiasi tentativo di fare il punto su come è stata perseguita in America ciò che variamente chiamiamo salute mentale o emotiva si scontra subito con le dimensioni di tale territorio e con la natura estremamente articolata del suo paesaggio. Indubbiamente si tratta di una prospettiva scoraggiante, specialmente per una presentazione di portata limitata e priva di qualsiasi pretesa di esaustività. Certamente nessun'altra nazione nel mondo occidentale — per non parlare degli altri continenti, in cui il concetto di ‘salute mentale’ viene scarsamente preso in considerazione — presenta un panorama così ricco da questo punto di vista: un massiccio establishment medico-psichiatrico; la fetta maggiore al mondo di psicoanalisti; schiere intere di operatori ausiliari, come psicologi, consulenti familiari, assistenti sociali, ecc.; un proliferare inarrestabile di approcci alternativi nei. confronti del benessere emotivo, discendenti virtualmente da ogni aspetto della cultura contemporanea — in breve, un'industria enorme e molto variegata avente per scopo la produzione e la distribuzione di ordine e benessere emotivo; un'industria, per giunta, di tipo non convenzionale: priva di impianti nel senso fisico del termine, o di merci facilmente quantificabili; un'industria quindi non assoggettabile ad un'analisi oggettiva o ad un'unica metodologia d'indagine, le cui varie imprese parlano linguaggi del tutto