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Nella presente ricerca viene esaminato il processo di una prima istituzionalizzazione nell'assistenza dei pazzi iniziato a Roma nella metà del '500. Vengono particolarmente considerati i relativi cambiamenti nella posizione sociale del pazzo e nella cognizione della pazzia stessa. Questi apparvero nel contesto di maggiori ristrutturazioni di tipo socio-economico (povertà urbana in aumento), di tipo ideologico (contro-riforma e inizio del barocco) e cambiamenti importanti nell'assistenza sociale. È stato esaminato lo sviluppo dell'« Hospitale delli poveri forestieri e pazzi », destinato a diventare il primo manicomio d'Italia, in base a tutte le fonti reperibili (e soltanto in parte pubblicate) tra il 1561 e il 1635, sullo sfondo di un'analisi della struttura sociale urbana e dello sviluppo nella pubblica assistenza sociale. A questo scopo sono state utilizzate numerose descrizioni contemporanee delle istituzioni « pie e caritatevoli » e consultati decreti emanati sulla politica sociale e dei poveri, diversi statuti ospedalieri, racconti di visite apostoliche ed altre fonti disseminate. I manoscritti e le stampe, in parte in lingua latina, in parte in italiano, sono stati rinvenuti nei posti seguenti: Archivio segreto del Vaticano (Asv); Biblioteca apostolica del Vaticano (Bav); Archivio dell'Ospedale di S. Maria della Pietà (Asmp); Archivio di Stato di Roma (Asr).
Inoltre ci si è basati su recenti lavori della ricerca storica dell'allora assistenza sociale romana e del problema del pauperismo diffuso a Roma e in grande parte dell'Europa. Informazioni importanti sulla vita economica e sociale di Roma sono state rinvenute nell'ampia opera di J. Delumeau. Tra i pochi lavori sull'origine del primo manicomio a Roma sono da ricordare in particolare gli Studi sulla pazzia nella provincia di