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Nella storia della ricerca psicologica i concetti di emozione e relazione hanno assunto un'importanza tale che, intendendoli in senso lato, si potrebbe quasi farli coincidere con l'intero campo di studio della psicologia clinica. Ciò può non stupire se si evidenzia il fatto che in questi concetti può essere compresa ogni esperienza significante o significativa che l'uomo può dare e ricevere nei suo essere nei mondo. Ritengo di poter contribuire alla riflessione su un tema così «globale» ed insieme così centrale proponendo una serie di spunti limitati e finalizzati alla costruzione di un inquadramento di carattere teorico-metodologico.
I. Per delimitare il campo parlerò di questi concetti riferendoli principalmente a quello di «relazione psicoterapeutica». Il primo punto che vorrei sottolineare è il seguente: sia a livello di metodologia operativa che a livello concettuale la relazione psicoterapeutica non può essere in alcun modo, oggi, definita a partire dalla tradizionale analogia «forte» con l'epistemologia della medicina. L'unica eccezione è, in parte, la condivisione di una deontologia legata alla responsabilità terapeutica (1). Sia a livello metapsicologico che metodologico, infatti, la «relazione psicoterapeutica» va inquadrata tenendo conto:
della presenza, ormai diffusa, di setting psicologico-clinici il cui metodo di lavoro è centrato sull'attivazione e comprensione della processualità dinamica della rete di relazioni che si crea fra un certo numero
* Relazione al Convegno del gruppo di lavoro campano della divisione di psicologia clinica della Sips su «Emozione, relazione, contatto», Napoli, 1986.
** Dipartimento di Psicologia, viale delle Scienze, 90100 Palermo.
, , Il set familiare, Psicoterapia e scienze umane, n. 4, 1986.
di soggetti presenti non solo fantasmaticamente, come nei tradizionali modelli psicoanalitici, ma anche fisicamente con la loro corporeità ed il loro «intenzionare l'altro». Mi riferisco al lavoro psicologicoclinico con