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Questa sezione è aperta al contributo dei lettori e gli interventi non sono sottoposti al parere del comitato di lettura, per cui il loro livello qualitativo impegna esclusivamente gli autori.
I dattiloscritti non devono superare le 10.000 battute, corrispondenti a 3 pagine della rivista. Si prega di non ripetere argomentazioni già adoperate da altri autori, sintetizzando i riferimenti indispensabili per la comprensione del testo.
0.0. Il titolo della nostra tavola rotonda, «Cultura medica e cultura psicologica in psichiatria: alternativa, integrazione, confronto»**, presuppone l'esistenza di una differenza radicale tra due culture, che potrebbero trovarsi, appunto, in una posizione o di alternativa, o di integrazione, o di confronto. Non c'è dubbio che nel periodo meno recente, e anche recente, diciamo negli ultimi quarant'anni, si è potuto assistere, sulla scena della psichiatria, a un gioco delle parti nel quale la cultura medica da un lato e la cultura psicologica dall'altro, recitavano ruoli che a uno spettatore distratto potevano apparire esclusivamente agli antipodi.