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Rivolgendosi essenzialmente al medico ed in particolare allo psichiatra, Zimberg si propone di fornire un quadro dell'alcolismo in quanto malattia, sul versante somatico e psichico, individuando decorso e implicazioni relazionali e sociali di quanto viene definito «alcolismo primario». Accanto ai più diffusi ed aggiornati criteri diagnostici viene presentata una scala dell'abuso alcolico messa a punto dallo stesso autore. Sono passati in rassegna aspetti epidemiologici ed eziologici, esaminando fattori socioculturali, psicologici, biologici e con una particolare attenzione per gli effetti diretti dell'alcol sull'organismo. Il programma terapeutico, che deve porsi come meta fin dall'inizio e senza compromessi l'astensione totale dall'alcol, poggia sull'immediato svezzamento, sul trattamento psicoterapeutico individuale, sul ricorso, nella maggior parte dei casi, alla somministrazione di disulfiram (Antabuse) e sulla partecipazione alle attività degli Alcolisti Anonimi. L'esame dei problemi affrontati è esauriente e comprende l'intervento psicofarmacologico nelle fasi di astinenza e riabilitazione, le complicazioni neurologiche e psichiatriche, le indicazioni per un trattamento residenziale, l'opposizione del paziente stesso al trattamento, il coinvolgimento della famiglia. Altre possibilità di trattamento, dalle terapie di gruppo alle tecniche basate sulla modificazione del comportamento, sono presentate e discusse con obiettività, anche quando appaiono periferiche rispetto alle concezioni dell'Autore. Sono trattati a parte gli aspetti che l'alcolismo ed i relativi piani di trattamento assumono in particolari sottopopolazioni di alcolisti (donne, anziani, adolescenti, persone molto agiate o molto indigenti, sottogruppi etnici). Anche l'alcolismo reattivo e secondario a coesistenti disturbi psichiatrici riceve adeguata attenzione.
Il libro ha, fra i suoi pregi, quello della semplicità e chiarezza espositiva, purtroppo qua e là compromessa da una traduzione piuttosto mo