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In che cosa consiste il processo psicoterapeutico? Quali funzioni svolge di fatto il terapeuta? Quali sono le «molle» che fanno «scattare» le comunicazioni dei pazienti? Di che tipo devono essere i criteri che portano a stabilire quando un intervento è corretto e quando invece non lo è? Robert Langs — psicoanalista statunitense di iniziale formazione classica ma pervenuto a posizioni decisamente personali e innovative — è dell'avviso che, se ormai da tempo si assiste a un impressionante proliferare di teorie e di tecniche psicoanalitiche e psicoterapeutiche tese ognuna a dare risposta agli interrogativi sopra formulati, ciò sia dovuto principalmente a un diffuso terrore nei confronti della comunicazione inconscia e alla conseguente «cospirazione» attuata da pazienti e terapeuti contro la presa di coscienza delle verità più profonde e disturbanti alla base della patologia mentale (Langs, 1982b, 1985d).
Gli sforzi per entrare in contatto con le verità profonde cui si è accennato possono essere considerati uno dei punti di partenza delle ricerche di Langs, delle cui tesi attuali cercherò di tracciare in questo articolo un breve profilo. Ma l'opera di Langs investe in modo così estensivo praticamente tutte le problematiche della teoria e della prassi psicoanalitica e psicoterapeutica che riuscire a darne anche soltanto una sintesi costituisce impresa piuttosto ardua, tanto più che le sue ipotesi teoriche traggono linfa vitale dai concreti dati clinici e con essi mantengono un costante collegamento. In questa mia sintetica esposizione, pertanto, andranno