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A stretto rigore, il problema non è come farsi curare, ma come vivere.
Il testo di Ciompi e coll. sulla riabilitazione in psichiatria che presentiamo rappresenta la traduzione, con la successiva sintesi da noi operata per ragioni di spazio (rivista infine dallo stesso Ciompi), di quattro articoli su questo tema apparsi sulla rivista tedesca Der Nervenarzt dal 1977 al 1981. In essi Ciompi e coll. descrivono ed analizzano in dettaglio un articolato progetto sperimentale di riabilitazione psichiatrica avviato dapprima a Losanna, proseguito quindi a Berna, volto ad identificare le variabili più significative correlate con lo svolgimento e l'esito del trattamento riabilitativo stesso. L'interesse particolare che — a nostro giudizio — riveste questa ricerca è costituito dalla rigorosa metodologia seguita (che, per le suddette ragioni di spazio, nella sintesi da noi operata è necessariamente solo accennata), che ha consentito una valutazione diffe-renziata di un ampio ventaglio di caratteristiche psicosociali concernenti sia ogni utente inserito nel progetto nonché le condizioni in cui esso aveva luogo: questo al fine di poter identificare, grazie a precise tecniche di analisi e validazione biostatistica, il rispettivo peso di ciascuna di esse ai fini del successo riabilitativo.
La riabilitazione in campo psichiatrico è venuta assumendo un ruolo cruciale negli ultimi 2-3 decenni, grazie al progressivo spostamento del baricentro dell'intervento dal contenitore manicomiale alla comunità. Tale spostamento, avviato dapprima in paesi come la Gran Bretagna e la Scandinavia,