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Non è certo facile commentare sinteticamente il caso di Emma dal punto di vista della «Vegetoterapia carattero-analitica» e, più in generale, del modello (che oggi va aggiungendo basi teoriche ed epistemiche nuove e scientificamente fondate) della psicoterapia corporea o del Sé corporeo. Più semplice sarebbe illustrare il procedere di una relazione terapeutica tutta interna a questa teoria. Ma quest'esperienza offre comunque spunti di discussione molto interessanti, concernenti tra l'altro questioni che trascendono il singolo approccio terapeutico, poiché emergono da quelle aree di confine, di «interfaccia» tra tecniche e tecniche, tra teorie diverse, spesso matrici di nuove intuizioni, di aperture e di feconde teorizzazioni.
Analizzando questo caso considereremo come assunto di fondo la «Vegetoterapia carattero-analitica» nelle sue più recenti formulazioni (analizzate ed esplorate in altre pubblicazioni) (1), anche se la conoscenza profonda di tale teoria spesso non è né scontata né diffusa. I temi generali entro i quali possiamo subito incentrare e inquadrare l'intera discussione riguardano:
i campi di applicazione e di utilizzazione della psicoterapia corporea;
le connessioni esistenti tra modello psicoanalitico e modello del Sé corporeo;
i processi relazionali e psichici messi in atto da un rapporto fisico tra paziente e terapeuta;
gli obiettivi (in termini di sintomi, di conflitti, di modificazione di strutture) di un processo terapeutico in generale e di quello psicocorporeo in particolare;
i modi, i tempi, i significati dei movimenti del paziente, intesi in senso ampio e complessivo;
le modalità del contatto fisico: zone su cui intervenire, sequenza degli interventi,
* S.I.V., Salita San Filippo 1/C, 80122 Napoli.
* S.I.V., Salita San Filippo 1/C, 80122 Napoli.