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Il risultato della mia presentazione del caso mi ha soddisfatto. Ha stimolato una discussione. E che questa discussione diventasse terreno di controversie era prevedibile, perché da molti anni ormai non esiste più un consenso fra gli analisti né sulla teoria psicoanalitica, né sulla tecnica psicoanalitica, né sulla relazione che esiste fra le due. Ci troviamo (realtà non ancora accettata da tutti) in una fase di «dialetti psicoanalitici».
Il mito della «tecnica classica» si è mantenuto a lungo; ma già Freud, in una lettera ad Abraham , dopo aver letto le ultime opere di Ferenczi, osservava come il «tetto comune sotto il quale possiamo ritrovarci insieme con tranquillità traballa» e nel 1972 Anna Freud giunge ad affermare che la teoria psicoanalitica si trova in una fase anarchica: ne sono dimostrazione eclatante le due conferenze internazionali sulla tecnica psicoanalitica. Al Congresso internazionale della psicoanalisi di Londra sulla nevrosi ossessiva, alcuni analisti giudicavano l'ana-lisi de «L'uomo dei topi» di Freud come un'analisi classica, altri come esempio di una tecnica non analitica. Punto di dissenso era la colazione che Freud aveva