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Ecco un bel libro. Si potrebbe definirlo un libro bello nella sua umiltà, se questa parola non risvegliasse una immagine di triste asservimento passivo a formulazioni altrui. Nel libro della Pertegato non v'è ombra di asservimento né di passività. La teoria di Winnicott viene ripercorsa attraverso una lettura attenta e partecipe, diretta a chiarire i punti più oscuri e problematici, sottoposta ad un confronto fra il concetto di Sé di Winnicott e le formulazioni, gli arricchimenti, le deformazioni che ha subito nella teoria e pratica psicanalitica posteriore, con particolare attenzione a Hartmann, Mahler, Jacobson, Kohut e Kernberg. Il messaggio fondamentale di Winnicott, l'importanza decisiva del rapporto madre-bambino nel primo anno di vita, il ruolo positivo dell'«ambiente facilitante» nel fondamento del Vero Sé, viene chiarito nel suo significato, nella sua genesi, nelle conseguenze positive e negli esiti negativi che l'assenza o l'insufficienza della «preoccupazione materna primaria» possono produrre sulla salute psichica dell'infante e, successivamente, sull'uomo adulto. Il riferimento alla teoria di Winnicott, secondo l'autrice, dovrebbe informare di sé la pratica medica e l'assistenza sanitaria alla madre a partire dalla gravidanza. A quest'aspetto l'autrice dedica la prima parte del libro, che inizia con un excursus sulle più recenti ricerche mediche e psicologiche circa il rapporto psiche-soma nell'individuo umano a partire dalla nascita e anche dal periodo prenatale, campo questo ancora solo parzialmente esplorato, e termina con una denuncia degli abusi che l'ambiente ospedaliero può perpetrare ai danni del neonato «che non soffre perché non capisce», nell'ignoranza e nella non applicazione delle acquisizioni sulla psicologia prenatale e neonatale. Un apporto originale dell'autrice è quello che si riferisce al Falso Sé, là dove alle molteplici citazioni di Winnicott sulla genesi e le caratteristiche del Falso Sé, aggiunge esemplificazioni di questa sindrom