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In una lettera a G.W. Groddeck, datata 29 maggio 1921, Freud scriveva, in risposta ad un invito dell'amico a trascorrere da lui un periodo di riposo:
È chiaro che non potrei stare da Lei solo per godermi il fascino della sua compagnia. Dovrei anche occuparmi degli strani influssi che Lei studia. Inoltre c'è la telepatia che bussa forte alle nostre porte pretendendo di entrare; e molte altre cose che vengono chiamate occulte (1).
In realtà, la telepatia e i fenomeni «occulti» bussavano forte alla mente di Freud già da parecchio tempo, e i suoi interessi in questo campo non erano certamente nuovi. D'altra parte, come numerosi altri scienziati che vissero e operarono nel periodo storico che sta a cavallo tra diciannovesimo e ventesimo secolo, anche Freud fu affascinato da quel campo di ricerche che allora aveva diverse denominazioni (Okkultismus in Germania, ricerca psichica nei paesi di lingua anglosassone, metapsichica in Francia) e che oggi viene definito «parapsicologia». E non era nemmeno, il suo, un interesse superficiale: sin dal 1911, per esempio, egli era divenuto membro della Society for Psychical Research inglese, una istituzione scientifica di grande prestigio il cui fine statutario era lo studio dei misteriosi fenomeni che venivano considerati allora con scetticismo dalla comunità scientifica: trasmissione del pensiero e telepatia, visione a distanza, previsione del futuro e altri ancora. Tali fenomeni vennero in seguito, con l'inizio delle ricerche universitarie in questo campo