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Lo spazio a disposizione su questo numero della Rivista consente di fare solo una presentazione del contenuto del libro ed una segnalazione di alcune delle questioni che esso solleva. Il libro, 222 pagine più altre 112 di illustrazioni che riproducono molto bene i disegni su cui le Autrici si soffermano, si propone una ricostruzione dei passaggi che conducono il bambino dalle sensazioni alle emozioni e al pensiero. Il disegno è qui individuato come il mezzo attraverso il quale si possono cogliere ed analizzare le dinamiche del primo rapporto con l'oggetto, ed in questo senso esso viene avvicinato al sogno. Su questo tornero più avanti perché voglio ricordare innanzitutto come il materiale clinico su cui si sviluppa la riflessione è relativo a bambini il cui trattamcnto psicoanalitico è stato condotto presso i servizi territoriali di neuropsichiatria infantile di Novara e di Lucca. Nel libro stesso si sottolinea come il personale che ha condotto i trattamenti si sia formato in questi servizi. Richiamare questo ha qui il senso di mostrarc come la formazione alla psicoterapia può trovare una sua qua-lificata sede all'interno dei servizi territoriali.
Da tempo si discute di formazione alla psicoterapia per coloro che operano nel servizio pubblico, di servizi strutturati per un loro sistematico agire in senso psicoterapeutico, nonché della conciliabilità della tecnica psicoanalitica con l'organizzazione e le finalità dei servizi. Le storie cliniche e le sedute di trattamento qui presentate testimoniano della risposta positiva chc si può dare a quei problemi. I casi presentati sono cinque, tutti di età intorno ai quattro anni e le riflessioni intorno ai disegni espostc in questa presentazione vengono riprese in maniera più organica da Del Carlo Giannini nella seconda parte del libro organizzata intorno a tre temi: la simbolizzazione degli oggetti primari, i parametri spazio temporali dell'esperienza primaria ed il rapporto fra emozioni ed uso del colore. È in questa second