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L'area della sofferenza mentale e del disagio psichico servita dalle psicoterapie ufficiali e «legittimate» è ancora piuttosto ridotta soprattutto se si considerano tutte le forme di sofferenza psichica che per motivi culturali, per difficoltà ambientali e familiari o intrapsichiche, per insufficienza clinica della stessa psicoterapia, rimangono inespresse e/o irrisolte. Una assai più vasta area viene «contenuta» dalle tradizionali «agenzie» che, pur non essendo omologabili tra loro, nè criticabili a priori, sembrano svolgere una funzione in questo senso: ci riferiamo alla farmaco-terapia, a gruppi ed istituzioni mistico-religiosi (che possono essere anche «laici» vedi ad es. certe comunità terapeutiche) e soprattutto ai «maghi» di vario tipo che sembrano essere i «concorrenti» più diretti degli psicoterapeuti. Da estrapolazioni ricavate da recenti ricerche sulla psicoterapia in Italia (Lo Verso G., Peirone L., Piraino A., Venza G. 1987; Lo Verso G., Venza G. 1988) gli autori inferivano che gli operatori nell'ambito della psicologia clinica in Italia fossero fra 15 e 20.000 la metà dei quali fanno riferimento ad un orientamento psicoanalitico. Il numero dei «maghi» è, invece, incalcolabile, ma comunque, di molto superiore. Specifichiamo, a questo punto, che definiamo imprecisamente con il termine «mago» una vasta area di operatori che fanno riferimento a presunti «poteri» da loro posseduti che consentono, a loro dire, di vedere, prevedere e risolvere la gran parte dei conflitti, dei problemi e dei bisogni dell'utente.