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Nei settembre 1988 l'ltalia ospiterà per la prima volta i lavori del Simposio internazionale sulla psicoterapia della schizofrenia. Si tratta del 9° simposio: il primo fu tenuto a Losanna oltre 30 anni fa, nei 1956. Ci è sembrato utile per la nuova generazione di psicoterapeuti della schizofrenia ripercorrere le tappe e l'evoluzione di questi simposi.
Nell'ottobre del 1956, presso la Clinica Psichiatrica Universitaria di Losanna — allora diretta dal Prof. H. Steck — ebbe luogo un avvenimento di fondamentale importanza per chi si occupava di terapia della schizofrenia: il 1° Simposio internazionale sulla psicoterapia della schizofrenia. L'iniziativa fu dovuta all'intraprendenza di due giovani studiosi e terapeuti svizzeri: Gaetano Benedetti e Christian Müller che, insoddisfatti dell'orientamento prevalentemente organicista della psichiatria europea, avevano cercato nella psicoanalisi un sussidio per un diverso approccio al mondo ancora largamente sconosciuto della schizofrenia. Dal 13 al 15 ottobre del 56 un gruppo di terapeuti, tutti europei, si era riunito — su invito di Benedetti e Müller — presso la Clinica Psichiatrica Universitaria di Losanna per una presa di contatto e per presentare dei casi di terapia individuale della schizofrenia. Il frutto di tale collaborazione venne poi presentato al simposio, cui vennero invitati una quarantina di terapeuti europei. Gli Atti del simposio furono pubblicati l'anno successivo a cura di Benedetti e Müller, dall'editrice S. Karger di Basilea.
Obiettivo del simposio, che si può trarre dalla breve introduzione al convegno di Benedetti e Müller, fu innanzi tutto di togliere di mezzo due fraintendimenti. Il primo, che la psicoterapia degli schizofrenici altro non sarebbe che una intensificazione del contatto abituale fra medico e paziente fatto di compassione, di benevolenza e di cosciente responsabilità e non un impegno che richiede al terapeuta una preparazione seria e complessa, sia teorica che pratica. Il secondo fraintendime