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Questa sezione è aperta al contributo dei lettori e gli interventi non sono sottoposti al parere del comitato di lettura, per cui il loro livello qualitativo impegna esclusivamente gli autori.
I dattiloscritti non devono superare le 10.000 battute, corrispondenti a 3 pagine della rivista. Si prega di non ripetere argomentazioni già adoperate da altri autori, sintetizzando i riferimenti indispensabili per la comprensione del testo.
Caro Direttore,
mi riferisco all'intervento di Giovanni Jervis e Stefano Meacci (1), in cui io sono stata chiamata in causa con un critica al mio libro Dietro la niaschera . Rispondo rimanendo su un terreno strettamente psicoanalitico, dove peraltro sul concetto del Sé esistono varie interpretazioni. In merito al problema sollevato, cioè al significato che i concetti del Sé e dell'lo hanno in Winnicott, io credo che questo debba essere ricercato in una lettura integrate ed attenta dei suoi scritti. In J. Sandler (1973) si legge che la psicoanalisi «viene spesso considerata un sistema concettuale completamente integrato e coerente, ma in realtà la situazione è del tutto diversa. Non tutti i concetti psicoanalitici sono ben definiti e mutamenti del loro significato si sono verificati man mano che la psicoanalisi si è sviluppata e che le sue teorie hanno subito dei cambiamenti. Inoltre uno stesso termine e stato usato con diversi significati persino nella medesima fase di sviluppo della psicoanalisi. Un esempio decisivo