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È con piacere che ho letto questo libro di Roberta Carini e Ida Finzi che si situa in un ambito specificamente clinico, com'è l'intento dichiarato dalle autrici sin dall'inizio e portato avanti con coerenza descrittiva e metodologica. Le autrici si valgono della loro esperienza maturata nell'ambito di istituzioni socio-sanitarie deputate ad adempiere quanto previsto dalla legge per la regolamentazione dell'aborto nel corso degli ultimi nove anni. Nell'introduzione viene precisato l'interesse che le ha mosse, quello di approfondire le problematiche legate all'aborto collegato al desiderio di gravidanza, che sovente viene considerato come un «non-problema», considerando «naturale» l'aborto in relazione con il momento economico, culturale, storico e politico del nostro paese.
Il libro si articola in tre parti; una iliustra dal punto di vista organizzativo la situazione degli ospedali e dei consultori familiari destinati ad accogliere le richieste in ordine alle IVG (interruzioni volontarie della gravidanza). L'attenzione viene particolarmente portata all'andamento quantitative delle richieste di intervento ripetuto. Una seconda parte espone la metodologia, la casistica ed i riferimenti teorici della ricerca condotta nei centri dell'area milanese nei quali le autrici operano. Una terza parte riguarda riflessioni ed indicazioni metodologiche volte a ottenere un più efficace intervento a livello organizzativo di presa in carico e di prevenzione per quanto riguarda particolarmente le IVG ripetute.
La lettura di queste parti a contenuto differenziato mette in evidenza un costante